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il clima e i vigneti

Il clima e i vigneti

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Il clima, ormai è risaputo, sta cambiando repentinamente. L’effetto più tangibile per un produttore di vino italiano (nel mio piccolo, lo sono anch’io) è una maturazione anticipata delle uve.
Di maturazioni ne esistono diverse. Le più interessanti sono la tecnica (rapporto tra acidi e zuccheri) e la fenolica (contenuto di sostanze coloranti e tannini). In pratica, raggiungere il livello di zuccheri desiderato (ossia l’alcol potenziale del vino che andremo a produrre) non è sufficiente, perché è necessario, soprattutto nei rossi, che anche i tannini e le sostanze coloranti siano sufficientemente mature, al fine di ottenere vini morbidi e rotondi.

Con le stagioni più calde si arriva ad avere livelli di zucchero piuttosto elevati, quando ancora non si è compiuta la maturazione fenolica. La necessaria attesa di quest’ultima, pertanto, dà luogo ad ulteriori accumuli di zucchero che determinano, successivamente, dei vini rossi estremamente alcolici e di grande “peso”. Tale “corpulenza”, certamente desiderabile nei grandi rossi da invecchiamento, è oggi talmente diffusa che quasi non si trovano più prodotti con gradazione sotto i 13/13,5% vol. alcolico.

Per i vini bianchi il discorso è più semplice, in quanto non avendo bisogno di fermentare a contatto con le bucce o, quantomeno, vivendo macerazioni molto brevi, la maturazione fenolica diventa meno rilevante e, quindi, non sempre la si attende. Anche nei bianchi, ad ogni modo, è netta la tendenza all’aumento del grado alcolico.

Io credo che una delle più grandi sfide attuali per gli enologi sia proprio quella di riuscire ad ottenere rossi con buoni estratti, ma senza portare in dote gradazioni alcoliche prossime ai vini liquorosi. Se non si troverà il modo di far ciò, credo che assisteremo ad uno spostamento dei consumatori sui vini bianchi e, più preoccupante, ad uno spostamento geografico della produzione di vino che, presumibilmente, tenderà al clima fresco, quindi al Nord…a quel punto, l’Italia potrebbe perdere il ruolo di protagonista dell’enologia mondiale che ha e che, per storia e qualità, le compete.

Mi piacerebbe conoscere cosa ne pensate da consumatori e, se possibile, il parere di qualche produttore e/o enologo.

Come creare una croce di fiori e una corona per il funerale

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Quando si affronta la perdita di una persona cara, molte persone trovano confortante fare qualcosa di costruttivo con occupare il loro tempo. Essere creativi può aiutare ad alleviare lo stress e, creando le proprie composizioni di fiori per lutto, si può davvero dare un tocco speciale alla memoria del defunto. Se sei vicino alla famiglia in lutto, potresti anche offrirti di organizzare i fiori per loro in modo che non siano gravati da questa responsabilità.

Ci sono  due progetti principali che si sono dimostrati più popolari nel corso degli anni. Troverete tutti i materiali di cui avete bisogno presso il vostro fiorista locale. Hanno tutto dai fiori  ai contenitori e vasi.